Terrorista è lo stato!

Terrorista è lo stato!

venerdì 29 ottobre 2010

L'eroe risarcito dal tribunale --> vedi "Il fatto quotidiano del 26-10-2010"

VITTIMA DELL'ATTENTATO DI NASSIRIYA,MA SENZA PENSIONE D'INVALIDITA'

di Ferruccio Sansa

I funerali di stato per le 19 vittime. La croce d'onore per i morti e i feriti. Strade e piazze intitolate in tutta Italia ai caduti di Nassiriya. Ma poi la vita per i sopravvissuti all'attentato del 12 novembre 2003 non è stata così facile. "Non vi lasceremo soli", si disse in quei giorni. Ma dopo gli onori ufficiali,il trattamento non è sempre stato tenero.
E' la storia del sottufficiale dei carabinieri Giantullio Maniero che si è visto negare la pensione d'invalidità. Che ha dovuto ricorrere alla giustizia per ottenerla. Finchè,ieri,il Tar della liguria ha dato torto al ministero della Difesa e ha riconosciuto a Giantullio il suo diritto. Tutto per una questione burocratica,per un'incredibile storia di timbri,firme e date: la causa di invalidità gli era stata riconosciuta. Ma dopo che era andato in congedo.
Carte bollate, avvocati,udienze. Due anni di amarezza. Certo,il sottufficiale Maniero questo non se lo aspettava. Lui era uno degli uomini dell'operazione Antica Babilonia. Lui c'era quando quella mattina di novembre due kamikaze cercarono di entrare a tutta velocità nella caserma con il camion carico di esplosivo.
Fu soltando grazie al carabiniere Andrea Filippa,che sparò all'impazzata con il suo mitra d'ordinanza,se il mezzo si fermo all'ingresso.Altrimenti le vittime sarebbero state di più,molte di più.
Maniero non morì,ma la sua vita quel giorno è cambiata. Gli specialisti lo chiamano disturbo post-traumatico da stress,sono cicatrici che non si vedono,ma che fanno altrettando male.
E' il 25 giugno 2004 quando il carabiniere per la prima volta domanda che gli sia riconosciuta l'infermità per causa di servizio. Ma i riflettori si sono spenti,Nassiriya è un ricordo. E la burocrazia non guarda in faccia a nessuno. Giantullio non ce la fà più a lavorare,nell'ottobre del 2006 si congeda dall'arma,quel corpo cui era legato e che aveva deciso di servire in una missione pericolosissima,dove sono morti in tutto 25 italiani (carabinieri soldati e civili).
Ricorda il Tar nella sentenza: "Il disturbo post-traumatico da stress con decreto del 5 novembre 2007 è stato riconosciuto come dipendente da causa di servizio". Insomma,non sembrerebbero esserci problemi. E invece no: ecco che nel 2008 il ministero della difesa nega la pensione di invalidità. Maniero,però,non ci stà: si rivolge al suo avvocato,Enrico Donati.
Perchè lo stato ha negato la pensione a un militare di Nassiriya?? Scrivono i magistrati del Tar: "Benchè richiesto fin dal giugno 2004,il riconoscimento della dipendenza dell'infermità da causa di servizio è intervenuto soltanto successivamente al congedo del ricorrente,che,il 4 ottobre 2006 è stato dichiarato permanentemente non idoneo al servizio militare".
Ecco il punto: il ministero della difesa aveva respinto la richiesta di Maniero perchè "il riconoscimento dell'infermità contratta come dipendente da causa di servizio ad opera del Comitato di verificà è successivo alla data di collocamento in congedo".
 Scrive così il documento del ministero della difesa: il riconoscimento di invalidità "non è più utilizzabile ai fini dell'attribuzione della provvista stipendiale in trattazione".
Proprio così. In parole povere il Sottufficiale Maniero si era visto respingere la richiesta a un'indennità di servizio. Che fosse invalido non lo negava nessuno. Che fosse colpa della missione in Iraq nemmeno. Ma c'erano quel ritardo e quella parola "stipendio",invece di "pensione" contenuta nella richiesta.
Così,dopo aver visto tanta morte,dopo aver schivato bombe e proiettili,Giantullio ha rischiato di perdere la battaglia con la burocrazia.
Il Tar,però,alla fine gli ha dato ragione: il ministero della difesa dovrà rivedere la sua decisione. Adesso arriverà il risarcimento delle spese giudiziali,arriverà la pensione. Ma per il sottufficiale in congedo Giantullio Maniero non era soltando una questione di soldi. Proprio no.


Questo è quello che dice Il fatto quotidiano.
Penso che in questi casi non sia questione di burocrazia,ma di buon senso. Non è una questione di soldi,sono d'accordissimo. E' una questione di lealtà verso un soldato che ha rischiato la propria vita per una guerra che non è sua. Una guerra che non è di nessun italiano!! Missioni di pace?!???!!? lo stai facendo nel modo sbagliato. E' una questione di soldi e potere! Noi italiani siamo in una situazione molto delicata,queste missioni di pace costano soldi,tanti soldi! E invece di investire soldi nella medicina e nell'istruzione,investiamo denaro pubblico in missioni di pace che non servono a niente!!?! Ma stiamo scherzando! se la guerra fosse un rimedio per ogni problema io sarei sempre in guerra. Che brutta malattià il potere. Io non voglio che i MIEI soldi vanno a finire nell'esercito,io non voglio che i nostri soldati vanno a morire in guerre che non gli appartengono. E mi meraviglio di chi appoggià queste missioni!!! Il vero terrorista è lo stato questo è il punto!!!

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