Terrorista è lo stato!

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martedì 2 novembre 2010

Fight Club -Il film-

Fight Club è un film del 1999 diretto da David Fincher, basato sull'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk. Il film è sceneggiato da Jim Uhls, prodotto da Art Linson e Arnon Milchan e distribuito dalla 20th Century Fox.
Il film offre una visione altamente critica del consumismo e dell'alienazione dell'uomo moderno.

Recensione by Steephan-OI:
"Le cose che possiedi, alla fine ti possiedono!” questo è il tema dominante di Fight club. Il film presenta una società dove il comfort è l’unità di misura di un uomo che è schiavo dei beni materiali. Il fight club non è come la boxe, dove si perde o si vince. I membri del fight club combattono una “guerra spirituale” che ha uno scopo “rivoluzionario”: la riscoperta della forza vitale umana, annichilita dai Diktate della società contemporanea. Il fight club non è neanche un’elite di “prescelti”: “Tu non sei speciale! Tu sei solo la canticchiante e danzante merda dell’universo” continua a ripetere Durden ai suoi “discepoli”. Nonostante il fight club possa sembrare un’attività violenta, non lo è. Nella violenza della lotta corpo a corpo manca completamente la brutalità e la stupidità della violenza che scaturisce dall’interesse egoistico e dall’importanza personale. Il fatto stesso che il fight club non abbia scopo di lucro, rivela il suo aspetto idealistico. Su questo sfondo “rivoluzionario” si svolge la vicenda del protagonista, schiavo di ciò che la società gli ha imposto come l’unico modo per essere qualcuno, e il suo alter ego, libero da tutto, attivo e senza limiti. Fight club procede in modo coerente fino a quando il protagonista decide di fermare l’alter ego. Dato che il film è un’esplicita critica “sovversiva” allo stile di vita americano (e occidentale), Fincher ha fatto in modo che il rimorso del protagonista trionfi (quando si spara per uccidere l’alter ego), anche se ciò non impedisce il crollo degli istituti di credito nel finale.


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